BlackStar

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Questa voce è stata pubblicata da Alessandra Barsotti.

One thought on “BlackStar

  1. Alessandra Barsotti

    L’ecletticismo fotografico é cosa di pochi.
    Non esiste una definizione sensibile per tratteggiare i contorni di Alessandra Barsotti.
    Debordante e silenziosa. Un ossimoro visivo contestuale alla sua posizione dietro la macchina fotografica.
    Intima e schiva, si traduce in ritratti di natura, imitando la parte più profonda del sé. Esplode in silenzi afoni la raffinatezza, nascosta dietro una velina di rete, dentro gli occhi di una bellissima modella. Ritrarre é l’animus questo é.
    Riuscire a ritrarre ogni cosa come se ogni cosa avesse un volto, oltre l’essere umano.
    Come se ogni cosa avesse un’anima oltre l’esistenza. Così i suoi fiori e le sue piccole gocce d’acqua che sembrano perle d’amore mai cadute, così i suoi astratti, fabbricazioni di fantasia che riportano allo stesso animus espressivo.
    Anche una carta arrotolata, geometrica ma mai troppo ha una faccia e sa parlare.
    Dal blu eclettico dell’iride, Alessandra non documenta, inventa.
    Nessun verismo da patologiche imitazioni, anzi una semplicità disarmante che rivela un’artisticità che si evolve in sé come un crisalide. A tratti, quasi struggente.
    Un velo di malinconia che copre tutto, come una leggera tela ghiacciata.
    Eppure nessuna cosa piange, semmai si schiude alla vita. Faticosamente. Ma lo fa. Gocciola, sfocato come un segreto rivelato a pochi, il sesto senso di Alessandra, quel saper cogliere l’attimo, quello fuggente. Quella stessa sensazione da cinematografo che mi fa sentire dentro la voglia di salire su un tavolo e dire <>
    Capitano. Mio capitano. E’ una donna al comando delle sue emozioni. Tira le redini e gestisce il suo sentire con equilibrio e punte di genialità.
    L’oggi é decostruito in eternità. Perché cogliere l’essenza in ogni abitante del mondo, sia di carne o pietra o legno o acqua, o occhi – da un sapore di dea alla donna del sentire acuto, senza voce, debordante di cuore. Quella donna con le redini che guida i sensi dall’ipofisi al cuore.
    Felice di averla conosciuta. Alessandra é imprendibile.

    Di Barbara Marin

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